| Testo critico di Enrico Mascelloni Promossa dal Comune di Spoleto con il patrocinio dellAmbasciata Brasiliana in Italia Acrobati, cavallerizzi, fachiri, pagliacci, freak. Nellarena circolare, ad ogni apparizione, alcuni soggetti si assumono il rischio, giocando con lŽidentità, spingendo il corpo oltre i limiti; in bilico tra meraviglia e desolazione, polvere e stelle, angeli e demoni. LŽazione circense catapulta lŽatleta oltre frontiera, beffando le leggi e la forza di gravità dei comuni mortali. Il Circo soprattutto è un monumento allŽassurdo, unŽapparizione anacronistica ma anche una piazza aperta al nomadismo in mezzo alla giungla di cemento delle nostre metropoli. In questa epoca di globalizzazione e di disagio, il circo itinerante è un prova di resistenza, di trasgressione del nuovo ordine, che trasforma il luogo in cui si trova in un universo incantato. E questa limmagine che Andrea de Carvalho vuole usare ricreando nellŽimmaginario personaggi veri, la chiassosa banda di coloro che tutte le sere si misurano con la crudeltà della pista e con sua ritualità magica. Elemento base delle opere murali sarà la fotografia: una serie di artisti contemporanei saranno invitati ad essere fotografati travestiti da personaggi circensi in una epopea dellidentità mutante. Con queste foto saranno realizzati dei tappeti scenografici del così detto circo. Delle sculture rappresenteranno acrobati, cavallerizzi, fachiri, creando una serie di lavori assemblati con materiali eterogenei (foto, oggetti, ceramiche, materiali comunque poveri o del quotidiano...) .
| Il circus di Andrea de Carvalho è un gioco dŽequilibrio tra la leggerezza del sogno e la profondità della memoria. Nei suoi lavori viene evocato lo spazio magico in cui gli oggetti trovati, le simbologie sublimate in puri segni e colore, persino le memorie intime si articolano in un insieme compatto e sontuoso. La capacità di manipolazione e la solarità dellŽartista brasiliana, la naturalezza con cui costruisce immagini sorprendenti, come se già esistessero allo stato fluido, come se gli oggetti disparati fossero stati creati e poi dispersi nel mondo nellŽattesa di essere riuniti per creare lŽimmagine (il Circo), trova in queste opere il suo risultato più alto. |