Monini annuncia entro l’anno il completamento dell’opera di recupero e rivalutazione del Fondo Lionello Fabbri, la raccolta di oltre 100.000 scatti, molti legati al Festival di Spoleto, che il fotografo folignate produsse e catalogò negli anni del suo lavoro.
Una mostra fotografica all’interno del Monini Point di via Saffi a Spoleto, durante la 52esima edizione del Festival dei Due Mondi, dal 26 giugno al 12 luglio, sarà l’occasione per ufficializzare il completamento dell’opera che prevede la digitalizzazione delle rimanenti 80.000 e più fotografie non ancora processate. E’ un corposo ed eterogeneo materiale attraverso cui si snoda un ritratto dell’Italia degli ultimi trent’anni che, come dichiara Maria Flora Monini “deve essere sottratto all’oblio per non disperdere un patrimonio di emozioni così grande”.
Terminata la catalogazione, il Fondo Fabbri sarà disponibile alla fruizione del pubblico presso il Centro di Documentazione Multimediale della Città di Spoleto a Palazzo Mauri e in rete.
Ciò che lega Monini al Fondo Lionello Fabbri va oltre il grande legame con la città di Spoleto, teatro di gran parte degli scatti del fotografo: è quello che la fotografia testimonia, ciò che ci tramanda e che trasmette riportandoci indietro nel tempo. Così l’olio d’oliva, che Monini rappresenta nella sua accezione massima, l’extra vergine, da sempre presente nella nostra alimentazione, ci tramanda la cultura della nostra terra. L’olio parla di noi ed è per questo che Monini si sente custode di una parte significativa del nostro patrimonio culturale ed è sempre attenta alla sua tutela e conservazione.
Quelli che verranno esposti nei giorni del Festival presso il Monini Point sono gli scatti che documentano “Spoleto a Rio de Janeiro” del 1980, collezione di proprietà di Zefferino Monini. In questa occasione verranno proiettati, nella stessa location, alcuni dei 20.000 scatti del Fondo già digitalizzati da Monini.
Lionello Fabbri è stato per anni il testimone indiscreto del Festival, di certo non “il fotografo ufficiale della manifestazione”, ma capace, proprio per il suo intuito, di cogliere i momenti unici, le espressioni più vive, immortalando un’atmosfera più che una scena, lo spirito del Festival più che il Festival stesso.
Percorrendo le due sale del Monini Point dedicate alla mostra fotografica ci troviamo a rivivere attraverso l’occhio attento di Lionello, alcuni degli avvenimenti più memorabili di quegli anni (dal 1965 al 1992) e a riscoprire alcuni dei protagonisti di questo moderno ‘rinascimento’ che ha avuto anch’esso i suoi principi, i suoi mecenati, i suoi innovatori e le sue ‘botteghe’ di abilissimi artigiani.
Una galleria di espressioni, atteggiamenti, situazioni che attraverso una serie di istantanee, scattate da Fabbri con la sua inseparabile Laika, ci lascia il ricordo di Gian Carlo Menotti, un uomo infaticabile, che non solo ha creato il Festival, ma gli ha dedicato cinquant’anni della propria vita con un entusiasmo e una dedizione che non sono venuti mai meno.
FONDO LIONELLO FABBRI
L’intero fondo è costituito da oltre 100.000 immagini fotografiche, bianco e nero e colore nei formati 24x36, 6x6, 6x9.
Lionello Fabbri dal 1965 al 1992 è stato testimone di tutte le edizioni del Festival dei Due Mondi di Spoleto, ma non solo, ha seguito il Festival nella città di Charlestone e a Melbourne, ritraendo attori come Vittorio Gassmann, Anthony Quinn, Stefania Sandrelli, Ottavia Piccolo o grandi ballerine come Carla Fracci e Elisabetta Terabust.
Ma soprattutto ha ritratto l’Italia di quei 30 anni raccontandola per immagini eterogenee e di grande forza espressiva: dalle manifestazioni femministe a favore del divorzio ai Mondiali di calcio Italia ’90, dall’incontro tra Papa Woytila e Andy Warhol alla sfilata delle prime soldatesse donne.
MONINI E L’OLIO EXTRA VERGINE D’OLIVA
Quella di Monini è una storia che dura da un secolo. Da tre generazioni la famiglia Monini seleziona gli oli extravergine di oliva scegliendo i migliori frantoi dove le condizioni di igiene, gli impianti di trasformazione e lo stoccaggio delle olive e dell´olio siano ineccepibili, pur nel rispetto della migliore tradizione olivicola.
Un´azienda all´avanguardia per strutture, tecnologia e controllo qualità (certificato da ISO 9001:2000), però ancora animata da passione artigianale per proporre ai suoi consumatori il massimo della qualità in una molteplicità di sapori autentici. Ancora oggi il signor Monini assaggia personalmente gli oli per selezionare quelli che manterranno la promessa di una qualità elevata, uguale ogni volta, proprio come faceva suo nonno Zefferino.
Fu nel 1920 che Zefferino Monini avviò la sua produzione d´olio extravergine d´oliva e, forte della propria conoscenza e passione per questo frutto della natura, si impegnò per ottenere un extravergine della migliore qualità. La zona di Spoleto - nel cuore nell´Umbria, una delle regioni storicamente più legate all´olio - era ottimale per le colline ricche di uliveti che davano un olio dal gusto intenso ma equilibrato.
Zefferino, convinto che sarebbe stato vincente concentrare le risorse esclusivamente sull´olio extravergine, decise di specializzarsi subito su questo prodotto allora ancora poco diffuso e conosciuto. Infatti la maggioranza degli italiani all´epoca utilizzava quasi esclusivamente olio di oliva. E l´intuizione fu giusta, tanto che arrivarono subito i primi successi e l´area di vendita si ampliò alle regioni sempre più lontane. Ben presto Giuseppe, Nello e Paolo, i figli di Zefferino, lo affiancarono nel lavoro, imparando tutti i segreti e procedimenti per poter poi, negli anni ´50, trasformare l´impresa in una moderna industria.
Nacque così una grande azienda dove procedimenti tecnologicamente avanzatissimi permisero di mantenere la tradizionale qualità e di rendere il nome Monini un punto di riferimento per l´extravergine in Italia e nel mondo. Zefferino Francesco e Maria Flora, nipoti del fondatore, guidano oggi la Monini, dedicando esperienza e passione al mantenimento degli alti standard qualitativi raggiunti nel tempo e alla produzione del miglior extravergine.