Una mostra che, oltre ad offrire se stessa, consegna l’eredità di un’idea: l’idea di un museo vivo e dinamico, aperto alla sperimentazione contemporanea.
Maurizio Mochetti, un Maestro tra i più originali e sorprendenti dell’odierna ricerca artistica, diventa portavoce di una nuova dimensione dell’arte, determinata dal suo confluire nel progresso scientifico e dal fatto che l’opera diventa un insospettato evento tecnologico e la mostra, promossa dal Comune di Spoleto, presenta un insieme cronologico dello sviluppo progettuale dell’opera dell’artista inserito nelle sale dell’appartamento nobile del palazzo, una bella sfida tra antico storico e moderno elettronico.
Le opere di Mochetti si impossessano di tutte le dimensioni, di tutti i sensi, incuranti dei limiti fisici dello spazio architettonico, uno spazio i cui ambienti vengono attraversati da frecce al titanio con traiettorie laser, da ready made di macchine che hanno già percorso il Lago Salato a 600 km/h, quando attraversano in diagonale il prospetto privato di Palazzo Collicola e la galleria, nell’atto di fermarsi nel salone d’onore. Tutto è contemporaneamente velocità ed immobilità. Luce, dinamismo, cinetismo, infinito e attimo, energie elettromagnetiche e laser risultano materiale creativo poetico, senza simbologie indirette, senza metafore, ma direttamente, in quanto gesto scientifico-estetico.
Tutti i giornalisti sono invitati, mezzora prima dell’inaugurazione, alle ore 16,30, alla presentazione della mostra da parte dell’arch. Giorgio Flamini.