Domenica 28 giugno alle ore 11.00, al “Meeting Point” di Spoleto 52 (Limonaia Poli, via Giustolo n.10) Vittorio Sgarbi presenterà le prime tre mostre della rassegna da lui curata, che verranno inaugurate nel corso della giornata: - Dialoghi di autori. Italia-Germania. Lino Frongia e Klaus Karl Mehrkens(Palazzo Collicola ) La mostra mette a confronto due autori contemporanei, in una sorta di dialogo tra due culture. “Tra le esperienze più complesse, radicali e difficili della pittura italiana dell’ultimo trentennio (un tempo sufficiente per un riposato, benché arduo giudizio) è quella ancora esoterica e clandestina di Lino Frongia. … Egli trascrive le sue visioni elabora un’iconografia assolutamente inedita, non si lascia distrarre da un’inutile perfezione formale. La perfezione è nell’idea. La pittura segue.”
Il dialogo prosegue attraverso l’opera di Klaus Karl Mehrkens, “una bellezza di corpi nudi nelle periferie urbane, una bellezza pasoliniana, anche brutale. Un repertorio di ragazzi di vita, corpi forti, di bianchi e di neri, dominatori della notte, senza le luci mediterranee. Mehrkens come Testori, cerca la felicità dei corpi nelle periferie, una felicità incolpevole, senza maledizione, perché la luce è perduta per sempre e l’uomo vaga in una notte senza fine.” - Roberto Coda Zabetta Paintings (Palazzo Collicola) “Pochi quadri in grandi spazi. … gli altri artisti, lirici, riflessivi, sensuali, i quadri, nei quali trasferisce pensieri, turbamenti, ombre, ansie per un sogno perduto; per sé un corpo a corpo con lo spazio sulla parete impervia, aggredita, assalita.”“In questa immersione l’immagine conquistata, restituendo ragione all’istinto, misura il gesto, perde verosimiglianza, per tornare alla sua origine di segno, nella liberazione della gestualità: quell’action painting da cui Coda Zabetta è partito.” - | Eroi. Filippo Dobrilla | (Chiesa Ss. Giovanni e Paolo) “a Spoleto l’arrivo di uno scultore è sempre un avvenimento. Gli spazi della città, interni ed esterni attendono questi muti testimoni in un ininterrotto dialogo con le pietre romane, longobarde, romaniche. Arriva ora Filippo il Superbo che trae le forme dal marmo statuario. E sono, oltre alle rare madri con il bambino, apollinnei corpi di Eroi. Uomini nudi non diversi dagli dei, ma senza ruoli. Ogni mitologia è dissolta.”
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